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Liceo Classico Statale Giulio Perticari di Senigallia (AN)
LICEO CLASSICO STATALE "GIULIO PERTICARI"
Liceo Classico - Liceo Scienze Umane - Liceo Economico Sociale
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Alternanza Scuola Lavoro

 

 

 

Docente referente: Fernando Pancotti


 

CONVENZIONE TRA ISTITUZIONE SCOLASTICA E SOGGETTO OSPITANTE

 

 

 “Ich kenne mich nicht aus” (L. Wittgenstein, Ricerche Filosofiche), “Non mi ci raccapezzo”  è il progetto-pilota che ha ispirato l’attività di alternanza Scuola/Lavoro rivolta agli studenti  della Classe III B del Liceo “Perticari” - Sez. Liceo delle Scienze umane e che ha visto come destinatari i bambini della Scuola dell’Infanzia “Tiro a Segno” di Corinaldo. Una proposta didattica orientata ad accostare gli studenti ad una pratica educativa originale che si pone in linea con gli studi inaugurati negli Stati Uniti da Matthew Lipman all’inizio degli anni ‘70. Tale metodologia nasce dalla necessità di integrare la normale attività scolastica, arricchendola di esperienze altamente innovative. E’ come se i ragazzi e i bambini diventassero loro stessi un po' filosofi, applicando un metodo che li spinge ad indagare su oggetti comuni e di uso quotidiano. Un metodo ancora sperimentale e una pratica educativa che non si pone come obiettivo la trasmissione di qualche nozione, bensì lo sviluppo di forme autentiche di conoscenza o di pensiero. Al fianco dei bambini, gli studenti hanno vissuto un approccio alla filosofia declinata in un insieme di categorie ludico-creative, quali: la meraviglia, l’emozione che ci affascina, la possibilità di una mente simbolica “estesa” che attraverso l’auto-elevazione semantica dispone di segni-sostituti che ci permettono di presentificare ciò che è assente, l’esplorazione delle estensioni del pensabile e dell’immaginabile.  Nelle tre giornate di stage, studenti e bambini hanno dato vita ad una comunità di ricerca in grado di riconoscersi e di produrre significati. I bambini stimolati ad utilizzare il controfattuale, hanno allenato la loro innata capacità di immaginare e  trovare soluzioni a problemi astratti e concreti che sono stati loro presentati. Insieme, hanno esercitato quegli aspetti del linguaggio legati, in modo particolare, all’espressione, alla comunicazione, alla relazione, alla socializzazione, sviluppando alcune questioni tipiche della discussione filosofica. Il nucleo di interesse euristico e cognitivo verso cui  si sono indirizzate le sessioni di lavoro e intorno a cui si è mosso il dialogo è stata l’idea di “ tempo”.

L’ articolazione dell’attività ha previsto due diversi laboratori: 

1° LABORATORIO:

Decostruire un oggetto: Prima era una pannocchia e poi ??”

Setting: fattoria didattica “dei Conti” – Scapezzano di Senigallia

2° LABORATORIO:

Tema di indagine: “IL TEMPO”

Setting: Scuola dell’Infanzia  “Tiro a Segno” di Corinaldo - Spazi attrezzati all’interno dell’aula. Sviluppo della discussione filosofica: “Il Signor Tempo, tutto vede e tutto trasforma”. Item:

·        Il tempo:“veloce o lento”?

  • Quali sono le parole del Signor Tempo?
  • Scelgo una cosa e la trasformo (la pannocchia di mais diventa…)

Gli studenti hanno affiancato i bambini nella realizzazione di opere di rappresentazione grafica dei temi di discussione solidarizzando in una vivace elaborazione creativa. Il coinvolgimento dei piccoli partners ha animato il laboratorio ritmico-motorio in cui il senso del tempo è stato espresso attraverso piccole esecuzioni con strumenti a percussione e giochi di movimento. Fondamentale il contributo della prof.ssa Francesca Appiotti, tutor scolastico del progetto di ASL della classe, che ha curato l’organizzazione e l’allestimento  dell’attività laboratoriale. L’esito del lavoro confluirà nel palinsesto dello spettacolo teatrale “Il mago Tempo” che i bambini della Scuola dell’ Infanzia di Tiro a Segno, coadiuvati da una rappresentanza dei ragazzi  del Liceo, presenteranno la sera del 6 Giugno 2016 presso il Teatro Comunale C. Goldoni di Corinaldo.

I laboratori  realizzati hanno promosso quelli che sono gli obiettivi classici della filosofia coi bambini, ovvero: un incremento dell'apertura mentale, delle possibilità immaginative, dell'amore per il dialogo e la discussione regolamentata all'interno di un gruppo e non ultima la capacità di trattare concetti complessi e profondi.

Alla buona riuscita del progetto ha concorso  la professionalità della docente tutor esterna dell’ASL, Laura Mantoni a cui si è affiancata l’efficace collaborazione delle docenti della scuola dell’Infanzia di Tiro a Segno. 

Bambini e adolescenti: l’immediatezza dell’attimo presente che incornicia il “tempo” del bambino e l’ansia di futuro che orienta il giovane verso l’avvenire. Un interscambio di vissuti, di emozioni e di conoscenza.  Così si è voluta intendere la progettualità dell’Alternanza scuola/lavoro.

                                              Il coordinatore dell’Alternanza Scuola/Lavoro Liceo delle Scienze umane

                                                                                                                    Prof. Fernando Pancotti

 

 

 

Lavoro come interpretazione del ludus didattico

per affrontare l'esperienza dell'alternanza scuola lavoro.

Alternanza scuola lavoro, da sempre, questa successione lessicale ha suscitato delle perplessità ovvero palesava delle ambiguità che inesorabilmente hanno prodotto anche nel presente - e come presente si intenda la legge 107/2015 - numerosi e vasti motivi di contraddizioni. Per spiegare e sciogliere i sospetti linguistici, fuori da ogni logica nominalistica, ci si propone rapidissimamente di passare in rassegna la teoria dei percorsi istituzionali e socio culturali che si sottendono alla Legge interministeriale che ha dato il via all'alternanza scuola lavoro.

E' giusto ricordare che fu il mondo del lavoro a reclamare per primo l'esigenza che i due mondi - la scuola e il lavoro - potessero e dovessero costruire una dialettica e una condivisione maggiore rispetto ai tanti aspetti ed esigenze che, pur comuni, venivano affrontati in maniera del tutto priva di un mutuale concorso di cooperazione.

Questo primato di avere rivendicato la necessità di superare l'estraneità e la distanza tra scuola e lavoro ha fatto sì che a dettare e scandire i termini della nuova legge sia stato principalmente il Ministero del lavoro e non quello dell'Istruzione. Ciò ha procurato un'evidente difficoltà per il mondo della Scuola che si è ulteriormente palesata e complicata con la licealizzazione che di fatto ampliava ulteriormente la forbice tra questi due mondi.

E' vero ancora nel presente che, sia la Scuola che il mondo del Lavoro di fatto non si conoscono, o meglio si hanno,  sia in un caso che nell'altro, delle idee completamente distorte. La Scuola rivendica un mandato che non può essere univocamente finalizzato ad addestrare i lavoratori del domani, della serie non può essere un centro addestramento reclute, e i legittimi sospetti che si produca una deriva culturale sono comprensibili.

Dall'altra, il mondo del lavoro che, in molti casi, non sapendo più cosa sia lavoro o avendo capito troppo tardi i grandi mutamenti globali che squadernavano le magnifiche sorti e progressive del "piccolo è bello", "l'Italia è un Paese manifatturiero", in particolare negli anni '90, quasi in toni rivendicatori creava il modello  "dell'analfabeta in Mercedes". Avevano ragione al contempo di stigmatizzare la sicumera, che altro non era che bigiotteria tardo romantica, di certa scuola che rivendicava nei confronti della società il primato dei saperi teorici sull'intelligenza della mano.

Risulta evidente che quando un Paese non abbia capito cosa voglia "fare da grande" e si aggrappi al coté dei bei tempi andati, sia molto difficile pensare e riformare la Scuola che nel frattempo è divenuta costantemente terreno da dissodare per ogni ministro.

In verità, salvo il tentativo abortito dei programmi Brocca, la Scuola superiore naviga a vista o al massimo recita ed improvvisa a soggetto.

La legge 107/2015 è l'ulteriore grano di questo triste rosario ovvero non è una riforma, per il semplice motivo che non si rintracciano elementi, pur minimi, di pedagogia per una riflessione e definizione dei saperi del terzo millennio.

I saper sono ancora quelli che, chiusi nei loro rigidissimi statuti epistemologici e nella loro autoreferenzialità, impediscono di produrre reali competenze per un'intelligenza complessa di cui anche il mondo del lavoro oggi necessità.

Ma tutto ciò in molti casi, non lo sa né il mondo del lavoro, né quello della Scuola. Quindi siamo ancora all'otium e al negotium, ovvero la parola lavoro si è costruita come negativo della parola pensare, riflettere, immaginare senza sporcarsi le mani, e gli effetti di tutto questo sono ancora evidenti.

Alternare il lavoro e lo studio suona male, siamo ancora nella condizione di marcare una distanza, una estraneità  tra due mondi che fanno fatica a parlarsi.

Lo studente vive e percepisce questa distanza che non è sotto traccia, ma è evidente e palese. Tutto questo è ancor più evidente per i Licei, in particolar modo per i Licei a carattere umanistico. Sì, la cultura umanistica viene vissuta come una specie di nemico per il mondo del lavoro: gente che pensa e che quindi non progetta e non opera e non ritiene il fare fonte di apprendimento.

E' ovvio che non staremo a dire e spiegare che senza idee non esiste la possibilità di operare e vivere l'azione pratica, che senza idee non esiste il pensiero critico, che le idee sono la cosa più concreta che esista. Ma è altrettanto vero che simili ovvietà, nel presente, necessitano di essere continuamente ribadite, citate, evocate: esiste purtroppo il silenzio della stupidità di cui a fatica si intravvede il fondo.

L'intelligenza della mano non può fare a meno della cultura umanistica e viceversa la cultura umanistica non può essere tale se non si coniuga con il fare.

Secondo queste essenziali riflessioni bastava ricordarsi di quanto il pensiero montessoriano ha detto. Sì, Maria Montessori,  che non è certo solo la signora del metodo, non ci ha lasciato un unico "brevetto", ma al contrario dovremmo avere il coraggio, o meglio la sincerità, di riconoscere che gran parte dei tanti processi didattici e culturali che il mondo della Scuola vive e utilizza portano la firma, neanche tanto in filigrana, di questa grande filosofa del '900. E allora perché non leggere quanto la Montessori dice sul lavoro, che per il bambino, e ovviamente anche per la persona in quanto tale, è un'attività interiore ed intellettuale attraverso la quale avviene la presa di contatto con la realtà che lo  circonda. "Il bambino lavora non gioca", in realtà questa affermazione non fa altro che spiegarci profeticamente che cosa sia il ludus musattiano discernendo e traducendo al meglio l'erronea interpretazione didattica della parola gioco.

Il gioco come dionisismo autoreferenziale che altera l'idea stessa di bambino, allontanandolo di fatto dell'idea di persona, ma il vero ludus è quello che ci spiega la Montessori: è la scoperta dei propri talenti, la capacità di autocorreggersi e di conoscere sé stessi e il mondo. Non esiste il gioco e poi il lavoro, ma un percorso coerente e sistemico. Anche Dio, si legge nella Torah, prima manipolò l'argilla per un costruire un golem, cioè una sagoma di uomo, poi creò l'essere vivente. Dalla fase golemica quella della mano cioè del lavoro, all'uomo stesso, alla persona.

Ecco questi brevi appunti avrebbero messo in fila le parole lavoro, pensiero, crescita, umanesimo, intelligenza della mano, reale, apprendimento e non avrebbero lasciato quella forbice assolutamente troppo ampia che avvertiamo nel profondo quando parliamo di lavoro e scuola come alternanza.

***

                                                                         IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                                                                        (Alfio Albani)

 

 

Sulla base di queste riflessioni, condivise dal corpo docente, il Prof. Fernando Pancotti, docente di Scienze Umane e coordinatore dell'ASL per l'indirizzo Scienze Umane del Liceo Classico "Perticari" di Senigallia, ha pensato e operato una scelta netta dal punto di vista culturale organizzando un'esperienza didattica che ha insistito per tutte le classi IV sul pensiero montessoriano. Tutti gli studenti dell'Alternanza Scuola Lavoro hanno avuto la possibilità a 360° di vivere e apprendere, respirando cultura e lavoro, ciò che il pensiero montessoriano produce e naturalmente suggerisce in termini culturali.

Per tre settimane gli studenti hanno operato presso l'asilo nido montessoriano di Chiaravalle, la scuola del bambini e la scuola primaria dell'I.C." Montessori" di Chiaravalle.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il progetto di alternanza scuola-lavoro proposto nell’a. s. 2015/2016 dal Liceo “G. Perticari” di Senigallia, sez. Liceo delle Scienze umane, si è ispirato al tema-pilota “Educazione, Lavoro, Pace” che ha promosso per gli studenti delle classi quarte un’esperienza di straordinario valore culturale: la formazione teorico-pratica in scuole montessoriane, veri e propri spazi di costruzione di un mondo umano che si presenta come mondo di civiltà, di lavoro e di pace.

La struttura scolastica che ha ospitato gli studenti, nelle tre settimane di stage, è l'Istituto Comprensivo M. Montessori di Chiaravalle (An), costituito nell'a.s. 2008/2009, il primo Istituto Comprensivo Statale sul territorio nazionale, ad applicare il metodo Montessori dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di primo grado (attivata dall'a.s. 2009/2010).

Il progetto si è proposto di ampliare l’offerta formativa del Liceo delle Scienze umane nella direzione della promozione della “cultura del lavoro”, intesa come insieme di competenze orientate alla produttività dell’intelligenza, alla valorizzazione della persona ed all’impegno etico. Scrive Maria Montessori in  “Il segreto dell’infanzia”:  “E’ certo che per il bambino l’attitudine a lavorare rappresenti un istinto vitale, perché senza lavoro non si può organizzare la personalità, dato che questa uscirebbe dai limiti normali della propria costruzione: l’uomo si costruisce lavorando. Nulla può sostituire la mancanza di lavoro: né il benessere, né l’affetto.”

La scoperta del bambino montessoriano ha significato, per gli studenti coinvolti nel percorso di alternanza scuola/lavoro l’incontro con un profilo di bambino del tutto particolare nella tradizione dei bimbi, diciamo così, pedagogici: non è il bimbo sapiens, né il bimbo poeta, né il bimbo artifex, corrispondenti ad ideali di culture rispettivamente intellettualistiche o estetiche o tecnologiche; è il bambino che lavora con le mani, il bambino laborioso, concentrato, autoregolato. Nei suoi segni inconfondibili, quali concentrazione e non distrazione, silenzio e non chiasso, ordine e non confusione, calma e non febbrilità, il bambino montessoriano svela il segreto dell’infanzia e il disegno costruttivo dello sviluppo psichico. Un bambino creatore di umanità, produttore di cultura e costruttore di pace.

Se è vero come dice M. Montessori che “nel bambino si costruisce l’uomo”, nel modello di bambino montessoriano si è senz’altro riflessa la speranza di formare uomini migliori.

La fase propedeutica alle attività di projectwork ha previsto un “Pomeriggio montessoriano” che si è tenuto presso il Centro Culturale Polivalente di Chiaravalle e che ha coinvolto gli studenti nella forma di un intrattenimento sul tema “Educazione, Lavoro, Pace, il trittico montessoriano”. Di particolare rilievo culturale sono stati gli interventi del Prof. Alfio Albani (Dirigente scolastico del Liceo Classico “Perticari” di Senigallia), della Dott.ssa Rita Scocchera (Dirigente Tecnico dell’U.S.R.Marche) e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Chiaravalle, Prof. Francesco Favi. All’incontro è seguita una visita guidata alla casa natale di Maria Montessori. Nei locali della sede del Liceo delle Scienze umane è stata inoltre allestita una mostra di elaborati grafico-pittorici ispirata all’opera “Educazione e pace” di M. Montessori.

L’esperienza intrapresa si qualifica per la sua valenza formativa, culturale,  professionalizzante ed orientativa: ha permesso agli studenti di dotarsi degli strumenti necessari per saper confrontare modelli teorici diversi con particolare attenzione ai fenomeni educativi e ai processi formativi, ai luoghi e alle pratiche dell’educazione. Ha sollecitato inoltre la possibilità di cogliere nella realtà concreta del territorio la complessità dei modelli educativi e culturali per orientare i ragazzi alla valorizzazione di esperienze d’eccellenza prossime al loro percorso di formazione.

La realizzazione e l’efficacia del progetto sono state il risultato del significativo contributo operativo e culturale offerto dal Dirigente scolastico del Liceo “Perticari”, Prof. Alfio Albani, dei Tutor dell’Istituto ospitante, Lucia Moretti (scuola primaria), Milena Scaloni (Casa dei Bambini),  del docente referente del Progetto di Alternanza scuola/lavoro - Sez. Liceo delle Scienze umane, Prof. Fernando Pancotti e di tutto il personale scolastico che ha valorizzato l’impegno e la motivazione degli studenti.

 

                                                                                   Prof. Fernando Pancotti

 

 

 

 

 

PROGETTO ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

 

 

 

CORO DELLA 4C LICEO CLASSICO

 

Nell’ambito dell’alternanza SCUOLA-LAVORO il Prof.Paolo PETTINELLI (professore di scienze, con esperienza di direttore della Schola Cantorum Immacolata di Senigallia), partendo dall’Anatomia Umana (Apparato Respiratorio), ha spiegato le caratteristiche dell’organo fonatorio e il suo corretto uso nel parlare e nel cantare. In sole tre ore di lezione, la classe 4C CLASSICO ha saputo costituire un Coro e preparare due canti: un gregoriano e un canto polifonico. In questa esperienza la Classe non ha voluto escludere nessuno (nemmeno i meno intonati) e con il massimo rispetto reciproco tutti hanno saputo dare il loro contributo.

Oltre che per la lingua latina che ben si addice ad un Liceo Classico, si è scelto un canto gregorianoperché questo genere musicale è alla base della storia della Musica Occidentale. Per non “tradire” questa origine antica si è cercato di interpretarlo con una intenzione medievale, a tinte forti, e non in modo “asettico” come talora oggi viene eseguito. Il canto è la famosa sequenza del DIES IRAE il cui testo è stato composto da Tommaso da Celano nel XIII secolo. È eseguito in una versione arrangiata, sia accorciandolo, sia cambiando l’ordine delle frasi in modo da contrapporre una frase della IUSTITIA con una della MISERICORDIA.

Link Dies Irae: https://www.youtube.com/watch?v=7rQqR87fDCQ

 

L’altro pezzo preparato dalla Classe si intitola “SEI TU SIGNORE IL PANE”, bel canto eucaristico la cui musica è stata composta dall’inglese George Kirbye nel XVI secolo. Questo canto è stato scelto perché capace di far provare l’emozione del canto polifonico, nonostantela sua relativa facilità di apprendimento. La versione pubblicata è però solo la registrazione di una delle prove.

Link Sei Tu, Signore, il pane:https://www.youtube.com/watch?v=ubPPGJ_veso

Si ringrazia il Preside Prof. Alfio ALBANI che ha permesso e più volte incoraggiato questa attività.

 


Permalink: Alternanza Scuola LavoroData di pubblicazione: 21/04/2016
Tag: Alternanza Scuola LavoroData ultima modifica: 16/09/2017 09:28:50
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